uno sguardo sul territorio

Magliano Alfieri

Uno sguardo sul territorio

Magliano Alfieri

Alcuni resti archeologici rinvenuti nella “piana” testimoniano l’origine romana di Magliano: fin dal 1° secolo a.C. le nostre campagne videro l’occupazione del territorio e lo stanziamento di nuclei romani accanto a preesistenti abitati liguri.

Se saliamo al capoluogo e ci affacciamo al muretto di fronte al municipio,  il paesaggio che vediamo è struggente: sulla linea di confine qualche guizzo azzurro del fiume Tanaro e oltre il fiume le colline della Bassa Langa.

Una vasta zona pianeggiante separa l’abitato dal fiume, sono i “gorreti”, fertili di campi di grano, di frutteti e di orti con qua e là qualche residuo gelso a memoria dei bachi da seta allevati da quasi tutte le famiglie intorno agli anni Trenta.

La terra e l’uomo

UN RAPPORTO IMPORTANTE

La strada statale separa la parte pianeggiante del paese da quella collinare: piccoli, dolci rilievi che testimoniano della persistente vocazione agricola del territorio nonostante i mutamenti avvenuti negli ultimi anni. Abbondano in primavera le fioriture rosa e bianche degli alberi da frutto, il bell’arancione delle albicocche a mezza estate e in autunno il viola dei grappoli d’uva e dello zafferano.

Le rive del rio Moisa che scorre ai piedi della collina del Bosco, sono ombreggiate da  equiseti , gaggie e sambuchi e nel periodo tra giugno e ottobre le spighe della salcerella colorano del loro rosa-violaceo i bordi dei fossi. Pochi cespugli di melo cotogno sopravvivono a segnare il confine fra i poderi.

Qualche cappella campestre è scampata all’incuria e all’inclemenza del tempo e qua e là tra i coltivi spuntano gli ultimi capanni dove il contadino custodiva gli attrezzi, riposava nei caldi pomeriggi estivi o si riparava dagli improvvisi temporali.

Il nostro paesaggio rurale è anche segnato dalla presenza di piloni campestri dedicati sovente a santi protettori della campagna e spesso divenuti, in un passato non troppo lontano, meta delle rogazioni, processioni fatte per scongiurare i danni delle intemperie e per propiziare buoni raccolti.

ESPLORARE

A PIEDI SUI NOSTRI SENTIERI

Le sorgenti del rio Moisa, i piloni del Bosco e di San Pietro, i capanni possono essere mete di piacevoli passeggiate attraverso strade sterrate e sentieri punteggiati qua e là da luccicanti frammenti  di gesso.

Gli amanti della storia possono invece camminare fino al “Mulino di Magliano” la cui struttura originale con il granaio, il mulino e le macine in pietra, il fienile, le stalle e l’abitazione risale alla prima metà del 1700.

Ma chi preferisce il fiume può attraversare i “gorreti”e raggiungere il Tanaro che scorre ampio sotto  voli di garzette o di aironi cenerini. Nei pressi del fiume folaghe, gallinelle d’acqua e gruccioni abitano un laghetto, l’ “Oasi dei canapali”, un’area protetta ricca di vegetazione palustre e di piccoli animali selvatici.

{{featured_image_url_tileview}}New Layer

TRA LE COLLINE DEL ROERO

IL TEATRO DEL PAESAGGIO

STORIA DI UNA RICERCA SUL CAMPO

IL MUSEO DEI SOFFITTI IN GESSO

Menu